Il primo computer italiano compie 50 anni

pc50In questi giorni compie 50 anni la Calcolatrice elettronica pisana (Cep), considerata il primo computer realizzato in Italia e nata su suggerimento, tra gli altri, di Enrico Fermi. “Essa fu l’ultimo lascito del Nobel Enrico Fermi, che ne suggerì la progettazione”, ricorda in una nota stampa il presidente dell’Area Cnr di Pisa, Claudio Montani, “e il simbolo della creatività e dell’ingegno che alla fine degli anni Cinquanta animava il nostro Paese, rendendolo capace di competere ai massimi livelli sul piano sia scientifico sia tecnologico”. Di fatto dai progetti della Cep partì poi anche il lavoro che portò poi Olivetti a realizzare l’Elea 9003, definito come il primo
calcolatore elettronico al mondo per uso commerciale.
Tornando alla Cep Montani continua spiegando “Negli anni Sessanta, su impulso di quel progetto sono nati il primo corso di laurea in Informatica dell’Università pisana, il primo centro studi sulle calcolatrici elettroniche (Csce) e il più importante centro di calcolo elettronico nazionale (Cnuce) d’Italia. L’eredità dei due centri è
confluita nei tre istituti di ricerca del Cnr che oggi operano nell’area di Pisa: Iit-Istituto di informatica e telematica, Isti-Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione, Ilc-Istituto di linguistica computazionale. L’Università, in 39 anni di corso, ha laureato o diplomato in Informatica quasi ottomila studenti”.
Tecnicamente la Cep, dotata di transistor e valvole e funzionante secondo il modello parallelo, sfruttava circa 3.500 tubi elettronici, 2.000 transistor e 12.000 diodi al germanio ed era suddivisa in sei unità: aritmetica, indirizzi, di memoria, di controllo, esterna e di alimentazione. In termini aritmetici operava su 36 bit mentre la
memoria era del tipo a nuclei e suddivisa in celle all’interno delle quali veniva memorizzato un determinato gruppo di cifre binarie creando un contenuto definito con il termine di parola, ciascuna con un bit su ogni piano. L’unità di memoria della CEP comprendeva la memoria centrale, composta da 8.192 parole (equivalenti a
kilobyte ordierni), espandibile a 32.768. Parte delle informazioni provengono dal sito www.cep.cnr.it dove è presente un ampio approfondimento, con testimonianze e materiale d’epoca

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